giovedì, luglio 09, 2009
raffiche su raffiche di entropia.
j franzen
j franzen
venerdì, giugno 12, 2009
sabato, maggio 23, 2009

Hey remember that time we decided to kiss anywhere except the mouth?
Hey remember that time when my favorite colors were pink and green?
[regina spektor - that time]
venerdì, maggio 08, 2009
mi sentivo in colpa per gli strofinacci da cucina in fondo alla pila di biancheria nell’armadio, gli strofinacci più vecchi e lisi che non usavamo quasi mai. mi sentivo in colpa di preferire le mie biglie migliori, quella rossa e quella gialla, il re e la regina, a quelle che venivano dopo nella mia rigida gerarchia delle biglie. mi sentivo in colpa nei confronti dei giochi da tavolo che non mi piacevano: uncle wiggily, u.s. presidential elections, game of the states, e a volte, quando non c’erano i miei amici, aprivo le scatole ed esaminavo i pezzi nella speranza di far sentire i giochi meno dimenticati. mi sentivo in colpa di trascurare il signor Orso con i suoi arti rigidi e la pelliccia ruvida, che non aveva voce e non sembrava trovarsi al posto giusto insieme agli altri animali di peluche. Per evitare di sentirmi in colpa anche con questi, dormivo con uno di loro ogni notte seguendo rigidi turni settimanali.
[jonathan franzen - zona disagio]
[jonathan franzen - zona disagio]
giovedì, maggio 07, 2009

be the good little soldier
it's no different when your older
you're predisposed
[andrew bird - measuring cups]
giovedì, aprile 23, 2009

I dreamed you were a cosmonaut
of the space between our chairs
and I was a cartographer
of the tangles in your hair
[andrew bird - armchairs]
giovedì, marzo 19, 2009
mercoledì, marzo 04, 2009
giovedì, febbraio 05, 2009
Purtroppo Mela + Shift + 3 nei sogni non funziona.*
(*nel sogno, scattavo una foto/desktop per Manlio3.)
(*nel sogno, scattavo una foto/desktop per Manlio3.)
venerdì, gennaio 23, 2009
Durante l'era di Topo I (2001 - 2009) ai leoni non venivano strappati i capelli e le giraffe venivano abbandonate in un angolo.
venerdì, dicembre 26, 2008

oh 4am is the time when you were mine
frozen in deepest sleep, watching the morning creep
[cherry ghost - 4AM]
mercoledì, novembre 12, 2008

we're shivering, no way to sleep
we're falling deep in crystal seas
we waste our lives to chase a dream
we've burnt the path to what is real
let's give it a try
[bang gang - one more trip]
martedì, ottobre 07, 2008
I’m a belly dancerI’ll shake forever
Say that I’ll never care
And I’m a building jumper
Roof to roof
You see me flying in the air
Break my body
Hold my bones, hold my bones
Somebody got hurt
Somebody get hurt
Somebody got her
[pixies - break my body ]
that's the way I try to fell better, try to understand why I dreamed this night that I wrote a post with the only words: 'the others are just a file in your head'
lunedì, settembre 15, 2008
mi ha detto 'leggi e rileggi. a voce alta.'. è stato piu difficile di quanto pensassi.
"digli che tuttora non sopporti gli animali perchè le facce degli animali non hanno espressione. neanche la possibilità di un'espressione. digli di guardarla, guardarla veramente, la faccia di un animale, qualche volta".
faye passa delicatamente un pettinino fra i capelli umidi e spinosi di julie.
julie garda faye in uno specchio circondato da lampadine. "poi digli di guardare da vicino la faccia degli uomini. digli di stare perfettamente fermi, per un po' di tempo, e di guardare in faccia un uomo. sulla faccia degli uomini non c'è niente. guarda da vicino. digli di guardare bene. e non quello che fa la faccia: le faccie degli uomini non stanno mai ferme, sono come antenne. ma l'unica cosa che fanno è spostarsi da una configurazione all'altra di pura inespressività".
faye cerca gli occhi di julie allo specchio.
julie dice: "digli che nelle maschere degli uomini non ci sono buchi dove infilare le dita. digli come si potrebbe mai anche solo sperare di amare qualcosa su cui non si può far presa".
julie gira la poltrona del trucco e guarda faye. "è in questi momenti che ti amo, se ti amo", sussurra, passandosi un dito lungo la guancia bianca incipriata, allungandolo a tracciare una linea inclinata di bianco sul viso di faye.
[david foster wallace, "piccoli animali senza espressione"]
mercoledì, settembre 10, 2008
venerdì, agosto 29, 2008
mercoledì, agosto 20, 2008

dicono lui sia miracolato.
lui dice che la notte non
dorme e valuta con sette
criteri diversi il tutto.
(questa notte alle 0330h
costruiva un veliero di
legno e beveva the caldo.)
sì, ci sto prendendo gusto.
mercoledì, agosto 13, 2008

provo a varcare il confine e a respirare
un po' di aria buona. cerco di sfruttare
ogni singola ora di tre giorni...mi porto
beck e la zia holga.
(ps sono in piena fase nikonscazzo, ovvero
in fase fotoallacazzo con una bella nikon
che purtroppo non è stata usata per il motivo
per cui si trova nelle mie mani...ma che tengo
con piacere fino alla sua restituzione.)
mercoledì, agosto 06, 2008
e se andasse avanti a piovere senza smettere piu?
se fuori si allagasse tutto?
quendo ero piu piccola e guardavo la mia casa sdraiata a testa in giu, pensando che fosse semplicemente bellissima e che sarebbe stato meraviglioso poterla vivere camminando sul pavimento che era il soffitto, ci pensavo. se si fosse allagato fuori, se non avesse smesso mai di piovere quando pioveva. pensavo che le finestre della taverna nuove a doppi vetri, se le avessimo siliconate per bene, avrebbero potuto tenere; ma su, su no. le vecchie finestre, no. c'era poco da fare. ma giù, giù sarebbe stato fichissimo vivere come in un acquario al contrario.
se fuori si allagasse tutto?
quendo ero piu piccola e guardavo la mia casa sdraiata a testa in giu, pensando che fosse semplicemente bellissima e che sarebbe stato meraviglioso poterla vivere camminando sul pavimento che era il soffitto, ci pensavo. se si fosse allagato fuori, se non avesse smesso mai di piovere quando pioveva. pensavo che le finestre della taverna nuove a doppi vetri, se le avessimo siliconate per bene, avrebbero potuto tenere; ma su, su no. le vecchie finestre, no. c'era poco da fare. ma giù, giù sarebbe stato fichissimo vivere come in un acquario al contrario.
giovedì, luglio 31, 2008
qui fa solo caldo, nottetempo caldo.
così passo la maggior parte delle mie sere al buio, o al semibuio della lampada per leggere o al semibuio da tv (il miglior antidepressivo della storia) e questa sera ho realizzato che come irene ha la sua storia dei vicini, io ho la mia storia dei vicini. io di storie di vicini ne ho due per la precisione, ma mentre il primo caso era simpatico all'inizio e poi si è trasformato in irritante (eh sì, questa è un altra storia) il mio secondo racconto da vicinato è inquietante.
niente droghe, niente testimoni di geova o polizia ma bambini.
la mia casa confina alle spalle con una villetta abitata dalla famosa famiglia R., due genitori-nonni ormai anziani ma parecchio intriganti e tre figli maschi ormai ogniuno con la sua famiglia, ma ogni estate uno dei tre figli con famiglia scompare per lasciar posto ad una nuova famiglia e/o inquilino estivo (presumo che facciano una specie di scambio di case, ma è solo una ipotesi poco fondata) e quest'anno, anche se non li ho visti di persona direi che ci è toccata una famiglia con almeno due figli piccoli, un padre non l'ho mai sentito (visto, non ho mai visto realmente nessuno) ma di certo sento una mamma (o donna) e due bambini che potrebbero coprire un intervallo vitatemporale dai tre ai sette anni, uno piu uno meno.
questa mattina verso le 1000h si è scatenato l'inferno. da quando sono arrivati si sentivano voci di bambini che giocavano, piccoli strilli, parole incomprensibili, richiami e risate. questa mattina invece è stato l'inferno. uno dei due bambini urlava 'aiuto! aiuto! aiuto! ho paura' con una voce rotta dal pianto che metteva i brividi, mi sono dovuta affacciare per scoprire che no, da qui non vedevo assolutamente nulla. nel frattempo il bambino numero due (il numero uno continuava a cercare aiuto vocale) urlava e piangeva da un interno e poco dopo ho sentito la mitica mamma urlare qualcosa che aveva a vedere con 'ropere le palle' e 'anche questa mattina'.
così mi sono tranquillizata e ho continuato a sentire caldo.
sono le 2206h, non si muove una foglia e non passano macchine nella via da almeno un oretta, ma i due bambini continuano ad urlare e sbraitare cose incomprensibili. ora c'è una pausa e uno dei bambini imita il rumore di una macchina che fa le curve a tutto gas.
così passo la maggior parte delle mie sere al buio, o al semibuio della lampada per leggere o al semibuio da tv (il miglior antidepressivo della storia) e questa sera ho realizzato che come irene ha la sua storia dei vicini, io ho la mia storia dei vicini. io di storie di vicini ne ho due per la precisione, ma mentre il primo caso era simpatico all'inizio e poi si è trasformato in irritante (eh sì, questa è un altra storia) il mio secondo racconto da vicinato è inquietante.
niente droghe, niente testimoni di geova o polizia ma bambini.
la mia casa confina alle spalle con una villetta abitata dalla famosa famiglia R., due genitori-nonni ormai anziani ma parecchio intriganti e tre figli maschi ormai ogniuno con la sua famiglia, ma ogni estate uno dei tre figli con famiglia scompare per lasciar posto ad una nuova famiglia e/o inquilino estivo (presumo che facciano una specie di scambio di case, ma è solo una ipotesi poco fondata) e quest'anno, anche se non li ho visti di persona direi che ci è toccata una famiglia con almeno due figli piccoli, un padre non l'ho mai sentito (visto, non ho mai visto realmente nessuno) ma di certo sento una mamma (o donna) e due bambini che potrebbero coprire un intervallo vitatemporale dai tre ai sette anni, uno piu uno meno.
questa mattina verso le 1000h si è scatenato l'inferno. da quando sono arrivati si sentivano voci di bambini che giocavano, piccoli strilli, parole incomprensibili, richiami e risate. questa mattina invece è stato l'inferno. uno dei due bambini urlava 'aiuto! aiuto! aiuto! ho paura' con una voce rotta dal pianto che metteva i brividi, mi sono dovuta affacciare per scoprire che no, da qui non vedevo assolutamente nulla. nel frattempo il bambino numero due (il numero uno continuava a cercare aiuto vocale) urlava e piangeva da un interno e poco dopo ho sentito la mitica mamma urlare qualcosa che aveva a vedere con 'ropere le palle' e 'anche questa mattina'.
così mi sono tranquillizata e ho continuato a sentire caldo.
sono le 2206h, non si muove una foglia e non passano macchine nella via da almeno un oretta, ma i due bambini continuano ad urlare e sbraitare cose incomprensibili. ora c'è una pausa e uno dei bambini imita il rumore di una macchina che fa le curve a tutto gas.




